sabato 13 dicembre 2025

A. Ganoczy, Il creatore trinitario. Teologia della Trinità e sinergia

A. Ganoczy, Il creatore trinitario. Teologia della Trinità e sinergia («Biblioteca di Teologia contemporanea», 124), Queriniana, Brescia 2003

L’esigenza di ripensare la Trinità in chiave comunionale-reciproca anziché sostanziale-gerarchica, esigenza assunta come per sé evidente e pacifica, diventa stimolo per un ripensamento dell’unica natura divina alla luce della nozione di "struttura" elaborata dal filosofo tedesco H. Rombach. Si stabilisce così una priorità dell’"agire sinergetico" sulla nozione di sostanza. Questa ricomprensione della natura divina ha almeno tre vantaggi: utilizza uno schema di pensiero più vicino alle scienze moderne (attente all’auto-organizzazione dei sistemi), aprendo a una concezione "sinergetica" dell’azione divina creatrice (Dio stesso va compreso a partire dalla sua relazione con la creazione); inoltre favorisce una comprensione pluralista dell’unità e quindi una visione comunionale anziché monista e gerarchica dell’unico Dio (l’unità divina rimanda alla struttura-Dio, una struttura relazionale e sinergetica più che una sostanza o soggettività monolitica); infine offre uno strumento concettuale utile al ripensamento della pienezza di Dio, inteso come l’essere che nell’eternità e nel tempo si realizza al modo di una «compagine relazionale impegnata in un’autoespansione vitale». In una parola: Dio-Trinità va compreso al modo della reciproca compenetrazione vitale propria della struttura, e non come sostanza (modello classico) o sistema (modello moderno). La "pericoresi" o inabitazione reciproca delle persone diventa la metafora fondamentale della teologia trinitaria, e va estesa anche al mistero di Cristo, alla creazione, alla grazia, alla Chiesa. Il saggio propone due rivoluzioni significative: per parlare della Trinità si deve partire dalla creazione più che dalla storia della salvezza; l’uguaglianza e l’identità delle persone rimanda più alla loro reciprocità che alla natura comune e le stesse persone sono costituite meno dalle relazioni d’origine e più dalla reciprocità sinergetica. L’impressione complessiva che lascia questo saggio è quella di una certa arbitrarietà: l’idea "comunionale" di Trinità diventa un’evidenza originaria che fornisce un principio interpretativo nuovo della storia della teologia, costruendo genealogie teologiche discutibili (si veda la lettura di Riccardo e del Cusano) e rileggendo interi capitoli della teologia trinitaria a partire da un orizzonte di senso estrinseco e sovra-imposto (si veda l’interpretazione della visione trinitaria dei Cappadoci). Alcune unilateralità interpretative riguardo alla storia della teologia trinitaria emergenti dai saggi sopra recensiti possono essere corrette leggendo il bel lavoro di N. Ciola, Teologia trinitaria. Storia-metodo-prospettive, Dehoniane, Bologna 1996, pp. 368, euro 24,27, che aiuta a rimettere gli accenti al posto giusto, offrendo anche un’aggiornata bibliografia sui capitoli più importanti della riflessione teologico-trinitaria. (Cozzi)

VEDI ANCHE: 

Lieggi J. P., «Il mistero del dogma trinitario alla luce del paradigma della sinergia. In dialogo con Alexandre Ganoczy», conferenza (26 maggio 2011) pubblicata online: https://mondodomani.org/teologia/lieggi2011.htm 

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